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Night Marilyn Blues

Night Marilyn Blues

Stampa diretta su alluminio Dibond (13x45cm), cornice in legno – Edition of 10

€ 210.00


Luogo: dMake | space

Indirizzo: via Giovanni Lanza 174 – Roma – Lazio

Quando: 23/02/2018 – 24/03/2018

Autori: Cecilia Anselmi

Curatori: dMake | art + Cecilia Anselmi +  Motorefisico


CONCETTO LINEARE – TUTTE LE OPERE –


Descrizione

Night Marilyn Blues – Fotomontaggio basato sulla campionatura e rimontaggio di dettagli di foto di Gianni Galassi (Threeangles), Milton Green (Marilyn Monroe, 1956) e Korhan Kalabak (Stairs)


La linea Rossa passa attraverso il mio collage surreale della genesi dell’architettura

Le nostre radici culturali per quanto ormai contaminate in superficie, risiedono ancora in profondità nella cultura classica dell’antica civiltà greco romana.
La mitologia è l’archetipo di tutte le storie. Ogni matassa ha un bandolo. Ogni filo, anche se non se ne scorge il terminale, ha un inizio.

Questo è il principio della nostra storia, dedicato alla Bellezza e alla sua Musa-Divinità Afrodite.
A differenza di altre dee che mai poterono scegliere nè compagni nè amanti, Afrodite fu libera e ne scelse diversi. Come primo marito volle Ares (Marte), il Dio della Guerra, da cui ebbe 2 figli, Deimo (Terrore) e Fobo (Paura). Poi come secondo scelse Ermes (Mercurio), il messaggero degli Dei, con il quale diede alla luce il dio bisessuale Ermafrodito. Infine chiese di sposare Efesto (Vulcano), lo storpio Dio della fucina e del fuoco. Non ebbero mai figli ma il loro “matrimonio”, dalla natura fortemente erotica, suggella nel mito l’unione simbolica tra Bellezza e Tecnica da cui nasce l’ARTE. Quindi anche l’Architettura.


La Saga della Linea Rossa

“Il filo rosso” sottile che attraversa i miei quadri e che in Concetto Lineare sono riuscita, assieme a Motorefisico, a rendere “tangibile”, è l’elemento che tesse la trama invisibile di geometrie relazionali tra cose apparentemente distanti tra loro per forma e significato che prendono vita nei paesaggi metafisici dei miei collage surreali. Questi si compongono di frammenti di foto e disegni di architetture, opere d’arte, installazioni, ma anche infrastrutture, tralicci, corpi, animati o inanimati, forme archetipiche, linee di tensione, personaggi fiabeschi o mitologici.Tutti assieme, riescono ad essere rappresentativi delle mie ossessioni sul processo creativo e progettuale e in generale del mio immaginario di riferimento.

Il fil rouge attraversa questa molteplicità di immagini cucendo la trama di un unico racconto visivo.

Ma il filo rosso è anche l’occhio di chi osserva, lo sguardo che scorre, scivola, registra, elabora. Oggetto bidimensionale, linea spezzata ma continua che unifica lo spazio, schiaccia e afferra le linee della prospettiva, le direzioni sul piano. Entra ed esce dalla scena poiché non si interrompe mai. È segno che trasforma il quadro ma sottolinea altri segni. Si sovrappone all’immagine, inventa un nuovo tracciato rileggendo e rielaborando ciò che è già dato, ciò che è già presente
nell’immagine.

Il filo rosso è sintesi astratta del senso che io attribuisco al progetto, in architettura o nell’arte. Nasce e si sovrappone ad altri segni, è rielaborazione del già dato, plusvalore di significato e forma, riscrittura di un nuovo testo, alfabeto di nuovi segni generati da altri segni, che può riconfigurarsi e riprodursi all’infinito dando sempre nuovi scenari.

Il filo rosso rende oggettivo l’impalpabile.

Il filo rosso è la memoria di uno sguardo di un istante sulle cose che ha intercettato. È la memoria selettiva del mio sguardo parziale. Traccia visibile del passaggio, in quel luogo o in un frammento di spazio limitato bidimensionale, altrimenti destinato a perdersi. Linea continua ma spezzata attraversa l’immagine riorganizzandone lo spazio, costituisce un nuovo ordine disgregandone l’assetto apparente delle geometrie. Segno senza interruzione che disallinea, afferra e schiaccia altri segni esistenti sul piano, non ha inizio e non ha fine perché è un progetto aperto. Prosegue indicando una direzione anche se non si sa verso dove…

Cecilia Anselmi


CONCETTO LINEARE – TUTTE LE OPERE –


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